mercoledì 7 settembre 2011

Realizzato in località Perino un piccolo campo per l’accoglienza di extracomunitari impegnati nella vendemmia.

Sistemazione dove dormivano alcuni degli accolti e dove tuttora vivono altri loro conterranei



Accampamento in precarie condizioni arrangiato all'ombra di un grosso albero

Altri dormono in case diroccate o sotto gli alberi, fanno un lavoro massacrante, ma dal loro contributo decisivo nascono alcuni dei più celebri vini siciliani, eppure anche loro sono nostri fratelli.

Come ogni anno, nel periodo della vendemmia, molti lavoratori extracomunitari raggiungono le nostre campagne per prestare  la loro opera per la raccolta dell’uva nel nostro agro marsalese.  Non sono clandestini, e molti di loro sono rifugiati politici, scappano dalla guerra e dalla violenza, tutti hanno i documenti legalmente riconosciuti dal Governo Italiano. Sono  lavoratori e trovano porte totalmente chiuse  a reperire un alloggio adeguato dove  trascorrere la notte e sono costretti a trovare riparo in luoghi inverosimili rischiando la loro incolumità.

Per il secondo anno successivo si è reso necessario realizzare, nelle vicinanze della Parrocchia Madonna delle Grazie al Puleo un campo  di accoglienza per lavoratori extracomunitari fino alla fine di Settembre,  nel terreno messo a disposizione della Signora Enza Mistretta.

Parte del piccolo campo realizzato da don Enzo destinato alla cucina e alle docce
L’iniziativa voluta fortemente dal parroco, don Enzo Amato, vedrà coinvolti alcuni volontari della Caritas.
La Protezione Civile ha dato il proprio contributo installando due tende da 15 posti ciascuno; l’Associazione Amici del Terzo Mondo di Marsala  ha provveduto a fornire due  bagni chimici – giacché il Comune non ha dato nessuna risposta a tale richiesta – e la Fondazione San Vito rifornirà degli alimenti per la mensa.  Il piccolo centro è provvisto di alcune docce e di una cucina, nella quale gli ospiti con l’aiuto dei volontari possono prepararsi da mangiare. Il Campo di accoglienza è stato allestito con la collaborazione di alcuni volontari italiani e  gli stessi immigrati.
Tende all'interno del piccolo campo fornite dalla Protezione Civile

Attualmente sono accolti circa 20 giovani eritrei, ma tanti altri fratelli provenienti da diversi paesi africani vivono nelle zone vicine senza un tetto. C’è bisogno urgente di una struttura più grande e adeguata ad accogliere più persone. Un invito pressante va rivolto sopratutto alle istituzioni pubbliche, attualmente assenti e disinteressati a questa triste realtà di cui c’è da vergognarsi.
Un forte appello don Enzo lo rivolge in particolar modo a tutti coloro che si professano Cristiani, convinto che l’esperienza diretta con il mondo della povertà è l’unico modo per vivere il Vangelo e essere testimoni oggi della nostra fede. Non possiamo mettere da parte una delle nostre ricchezze che è l’accoglienza e la solidarietà. Aprire il nostro cuore e le nostre tante case vuote oggi ai nostri fratelli immigrati è segno di civiltà.

Vittore Saladino

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