| Sistemazione dove dormivano alcuni degli accolti e dove tuttora vivono altri loro conterranei |
| Accampamento in precarie condizioni arrangiato all'ombra di un grosso albero |
Altri dormono in case diroccate o sotto gli alberi, fanno un lavoro massacrante, ma dal loro contributo decisivo nascono alcuni dei più celebri vini siciliani, eppure anche loro sono nostri fratelli.
Come ogni anno, nel periodo della vendemmia, molti lavoratori extracomunitari raggiungono le nostre campagne per prestare la loro opera per la raccolta dell’uva nel nostro agro marsalese. Non sono clandestini, e molti di loro sono rifugiati politici, scappano dalla guerra e dalla violenza, tutti hanno i documenti legalmente riconosciuti dal Governo Italiano. Sono lavoratori e trovano porte totalmente chiuse a reperire un alloggio adeguato dove trascorrere la notte e sono costretti a trovare riparo in luoghi inverosimili rischiando la loro incolumità.
Per il secondo anno successivo si è reso necessario realizzare, nelle vicinanze della Parrocchia Madonna delle Grazie al Puleo un campo di accoglienza per lavoratori extracomunitari fino alla fine di Settembre, nel terreno messo a disposizione della Signora Enza Mistretta.
| Parte del piccolo campo realizzato da don Enzo destinato alla cucina e alle docce |
L’iniziativa voluta fortemente dal parroco, don Enzo Amato, vedrà coinvolti alcuni volontari della Caritas.
| Tende all'interno del piccolo campo fornite dalla Protezione Civile |
Attualmente sono accolti circa 20 giovani eritrei, ma tanti altri fratelli provenienti da diversi paesi africani vivono nelle zone vicine senza un tetto. C’è bisogno urgente di una struttura più grande e adeguata ad accogliere più persone. Un invito pressante va rivolto sopratutto alle istituzioni pubbliche, attualmente assenti e disinteressati a questa triste realtà di cui c’è da vergognarsi.
Un forte appello don Enzo lo rivolge in particolar modo a tutti coloro che si professano Cristiani, convinto che l’esperienza diretta con il mondo della povertà è l’unico modo per vivere il Vangelo e essere testimoni oggi della nostra fede. Non possiamo mettere da parte una delle nostre ricchezze che è l’accoglienza e la solidarietà. Aprire il nostro cuore e le nostre tante case vuote oggi ai nostri fratelli immigrati è segno di civiltà.
Vittore Saladino

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